“una pausa pranzo dalla vita”

“una pausa pranzo dalla vita”

Un silenzio che possa fare male è possibile sentirlo solo quando il tuo cuore non batte più. O meglio. Non riesce più a battere perché manca l’ossigeno da pompare ai polmoni, manca il sangue da far circolare in corpo.

Ogni giorno cerchiamo sempre di piacere alle persone e soprattutto cerchiamo di far sentire la persona che amiamo come una principessa/principe.  Molte volte non riusciamo nell’intento, forse perché sbagliamo il metodo, siamo troppo bruschi nei modi oppure il tempo è quello meno adatto…non saprei.

Non respiro con serenità e la poca voglia che ho di parlare non viene alimentata dalla sensazione di nausea che mi attanaglia.

Vorrei dormire per un mese, meglio un anno, per poi risvegliarmi e vedere come sono andate le cose senza di me, come le persone hanno mandato avanti la loro vita, quali obiettivi hanno raggiunti e quali perso, magari posso imparare qualcosa.

Non sentire la mia mente pensare a come agire, cosa dire o cosa fare…vorrei poter lasciare tutto andare senza dover badare alla loro crescita al loro mantenimento.

Nessuno mi ha dato le regole giuste per poter creare ciò che faccio nascere e nessuno credo che me le darà mani… perché devo essere io a trovarle per me stesso.

Ora voglio chiudere gli occhi, tappare le orecchie, cucirmi la bocca e legarmi le mani.

Disteso per terra come se non fossi nulla e lasciare che il mondo giri attorno. Chiedo una pausa pranzo dalla vita, nel quale staccare tutto quello che può funzionare e che sta andando a rotoli.

Uscire dalla porta del retro e bloccarsi in una posizione per un anno, non chiedo tanto…o forse chiedo l’impossibile.

Vorrei capire cosa sbaglio e cosa non va nel mio agire, magari ho veramente tanti sbagli del quale non sapevo o forse non capisco effettivamente le situazioni.

Questo sarà il mio solito ragionamento da egoista ma credo di non riuscire a capire dove sbaglio…ho preso gli appunti sbagliati per vivere e sono arrivato in ritardo alle lezioni per mandare avanti una relazione.

 

Vorrei che le persone che amo stiano bene con me, voglio vedere il sorriso sul viso di chiunque mi stia accanto, sentirli felici ed io con loro…voglio essere spensierato assieme alla mia metà.

 

Vorrei tenerti abbracciato e sentirti felice, vorrei lasciarti accanto al mio cuore mentre io giro intorno al mondo per trovare un luogo con il quale trascorrere del tempo assieme.

Vorrei riuscire a capire quale sia la chiave giusta per poter vederti felice, sentirmi sicuro che non stia crollando la casa che stiamo costruendo.

Vorrei poter dire, “ci sono riuscito” perché ho lavorato nella maniera giusta, ma mi trovo a sbagliare spesso, ultimamente.

Troppe persone mi dicono cosa dovrei fare, come dovrei comportarmi, non riesco a capire più cosa voglio, come sono, come vorrei diventare e soprattutto non capisco cosa dovrei abbandonare della mia personalità.

 

Chiedo un momento di pausa dalla vita, un momento nel quale non mi trovo a pensare ma nel quale esco di scena e rimango fermo immagine, mentre il mondo prosegue nel verso che più preferisce. Vorrei arrivare a giochi finiti per capire chi ha sbagliato e chi ha fatto giusto. vorrei poter camminare scalzo senza aver paura di calpestare sassi taglienti.

 

Piango senza sosta, la pancia si contrae e la mente impazza nel dedurre e supporre  ma finisce per fare un frullato di pensieri che non è buono da mangiare.

E mi ritrovo come un bambino solo ed un po’ sfigato con le cuffie e la musica alta a cantare per dimenticare ciò che penso riguardo a chi sono e cosa si sta distruggendo attorno a me.

Non voglio perdere ma mi ritrovo sempre in ultima fila ad arrivare all’arrivo quando la gente è già andata.

Mi sono arenato e non capisco come far andare avanti questa barca.  Quale ordine scegliere per far capire alla mia truppa che non sto sbagliando, che sto andando nella direzione giusta…e che questo  è solo un momentaccio. Le nubi nere passeranno e riuscirò a trarre in salvo tutti coloro al quale sto recando danno.

 

Non chiedo bacchette magiche, perché si spezzano .

non voglio copiare perché gli esercizi si complicheranno ancora di più, andando avanti.

Non voglio leggere il copione perché vorrei ancora un po’ improvvisare, prima che arrivino gli spettatori a vedermi recitare.

 

È strano come nell’esistenza di qualunque persona si possa arrivare ad un ponte per il quale bisogna avere “un qualcosa” in più per poterlo superare. Il ponte che collega il vecchio te dalla nuova persona. Ti senti tirare la pelle perché piano piano stanno uscendo le “ali” che faranno un male cane quando avranno fatto il suo corso, ma ti renderanno leggero quando avranno finito di crescere e sarai in grado di usarle al meglio.

I vestiti cambiano, i discorsi deviano, i pensieri galoppano e tu ti vedi cambiare e non capisci cosa tenere e cosa lasciare.

Le persone ti lasciano in vari modi, ma altre si avvicinano a te, in mille altri modi ancora.

Tutto corre e non ti aspetta, nessuno ti chiede il permesso ed entra nella tua vita, scombussola la tua vita, ti fa sbattere e battere il cuore…e tu non sai come tenere questi fenomeni speciali perché sono troppo fragili da gestire, ma li vuoi tenere accanto a te. E basta.

Ed allora parte la corsa e cerchi anche tu di correre come gli altri, ma questa volta sono inciampato e non capisco dove mi trovo che strada devo fare…non ci sono indicazioni e le poche che si leggono accanto al ciglio della strada sono troppo poco affidabili per seguirle.

 

Ti alzi da terra perché l’asfalto è freddo e sporco, ti sistemi un po’ e incominci a camminare cosi nel nulla, senza capire nulla di ciò che stai facendo…..

 

Hai paura di incontrare un auto che ti investa, un omone che ti picchi, una donna che ti giudichi freddamente. Hai paura di fare qualcosa che farà male a qualcuno ma renderà felice qualcun altro.

 

Ti senti solo in quel grande nulla, perché le persone hanno deciso prima di te, della strada da perseguire… e questo ti fa sentire ancora più solo, amareggiato, rattristato….un mix di sentimenti che non riesci a sfogare perché non trovi il modo adatto.

Ma dopo una tempesta c’è sempre un arcobaleno davanti ai tuoi occhi, e con ansia cerchi di raggiungerlo sperando che ti aspetti ma no e nessuno riesce ad arrivare all’arcobaleno perché ognuno ha il proprio. Ed ognuno non lo aspetta di vederlo nel cielo, se lo crea da sè il proprio arcobaleno, nelle persone che si trova accanto, nelle cose del quale sentirsi fieri.

 

millecinquecentosettanta mille….infinitità di infinite cose ballano nella testa ma sbagliano il tempo e per questo motivo, lo spettacolo non funziona bene.

La gente abbandona la sala per lo spettacolo della tua vita, perchè si accorgono che hai sbagliato a cantare, hai sbagliato il tempo…non sei a tempo con l’orologio e non sei come loro ti vogliono.così mentre vedi le spersone andare ti senti ammaccato, hai bisogno di nuove valvole per correggere ciò che sta perdendo nelle tue “tubatutre”… vorresti chiamare un idraulico ma sai già che non servirà in eterno il suo aiuto perchè dovrai essere tu ad aggustarti da solo.

Cerchi all’impazzata un rimedio guardando sui mille libri scritti qualche rimedio, inventi qualche maniera per correggere..a tal punto che ti trovi con una gomma in mano e cancelli via il tuo braccio…ma aimè  cartone non sei, bensì di carne e pure carne viva…così ti serve del tempo-fermo per capire cosa stai sbagliando e del perchè tutti stanno scappando.

cerchi ti fermarli ma come in un terremoto, ognuno trova la propria via di fuga dalla tua persona.

Chiedo scusa perché chiedo di andare in pausa pranzo dalla vita.

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2 pensieri su ““una pausa pranzo dalla vita”

  1. Ciao, sai ho come l’impressione che tu ti preoccupi troppo di te stesso rapportato agli altri, a ciò che pensano, che fanno… credo sia più importante guardarci da un’altra prospettiva, da noi stessi per noi stessi. Per non essere fraintesa, che già è capitato, non intendo con questo escludere gli altri, non è un essere egoisti. Ma quello che intendo è che quando noi agiamo in armonia con noi stessi esprimendo il meglio e cercando di trasformare il peggio, la nostra positività si riflette anche in chi ci sta intorno. Dobbiamo avere fiducia nelle nostre potenzialità e cercare di fare il possibile, senza che diventi un ossessione, tanto per quanto fai stai sicuro che ci sarà sempre qualcuno che ti dirà che non gli piaci abbastanza. Eh va beh! facciamocene una ragione, mica siamo costretti alla perfezione, che poi quella manco esiste. Tutto dipende dal punto di vista da cui guardi alle cose, che non è mai uguale a quello degli altri. Che poi se fossimo tutti uguali, sai che noia…!
    Buona vita
    Guenda

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    1. Ciao Guenda (bel nome), nessun fraintendimento sei stata molto chiara.
      ti ringrazio per il tuo commento perchè hai ragione, in quel periodo della mia vita (anno 2013, quando ho scritto il post) ero veramente attaccato al pensiero degli altri nei miei riguardi, andando avanti ho realizzato che ciò mi limitava moltissimo sopratutto quando si trattava di prendere scelte; queste ultime erano sempre “corrotte” dal pensiero altrui.
      ho lavorato molto sul “menefotto e vado avanti” e credo ad oggi di aver buttato via un bel pò di quelle paure ed acquisito una maggiore fiducia nei mei confronti, come dici poi tu.

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