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Caro BabboNatale

Con ancora il sale fra i capelli e qualche lentiggine sul mio volto abbronzato scrivo la mia lettera di natale. Perché in fondo i desideri non arrivano sempre a Dicembre, qualcuno li prepara da molto tempo prima.
Se fossi un bambino prenderei un pezzettino di carta e con il battito forte scriverei accuratamente ogni lettera per far capire a Babbo quello che vorrei; mentre mi destreggio fra le virgole e le apostrofi (mannaggia vostra) mi lascio andare ai miei desideri.
Anche se orami un ometto cresciuto e privo di quel pezzo di carta colorata scritto con i pennarelli pregiati, voglio chiedere a Babbo di leggere questa mia letterina nella speranza chissà che qualcosa possa accadere.


Rivorrei vivere nuovi giorni spensierati con amici limpidi e sinceri, quasi fossero acqua che dalla sorgente arriva dritta al mio animo per raccoglierli; con le loro insicurezze, i loro bisogni e con le loro storie dalle logiche strambe. Vorrei lontano da me quelle sfumature di grigio che tanto mi indispongono e mi fanno dubitare; ho le tasche piene di promesse da marinaio e vorrei tanto svuotarmi da questi pesi effimeri. E proprio perché la fedeltà e la fiducia sono più pregiate di un diamante, ti chiederei più persone dai colori unici e vivi piuttosto che miraggi di sfumature. Sono sempre stato dell’idea che l’amico non ti tradisce poiché, a differenza dell’amore, l’amicizia è un rapporto che si costruisce piano piano, con estrema attenzione quasi fosse un castello di sabbia sulla battigia.


…e se da un lato vorrei costruire una fortezza granello dopo granello, dall’altro vorrei tanto sentire quel tocco al cuore, come di una piuma che delicata sfiora la pelle tanto spessa quanto fragile e nuda. Sentire un tocco avvolgente, sicuro, presente, pronto a proteggermi dal freddo e desideroso di espormi alle prime luci dell’alba. Se fossi una foglia vorrei sentirmi protetto dalla rugiada, ma poiché sono fatto di carne basterebbe un tuo abbraccio caldo. Solamente coltivandolo e riparandolo si potrà ottenere il giusto amore, che come un fiore si schiude sprigionando i profumi del piacere ed altrettanto fragilmente appassisce. Nutrimi di attenzioni, ed esponimi al sole quando le notti sono state troppo lunghe ed io ti ripagherò del mio profondo amore. Ed è così Babbo che vorrei vivere quella sensazione che ognuno di noi intimamente vorrebbe provare.
…..per ora sono questi i desideri Babbo.

grazie

L’amore per King

«Sì. I poeti fraintendono l’amore continuamente e qualche volta in buona fede. L’amore è il più antico degli assassini. L’amore non è cieco. L’amore è un cannibale con una vista estremamente acuta. L’amore è un insetto che ha sempre fame.»

Stephen King, Christine

listen SLOw

Sempre più a salire verso l’alto, incalzati dal battito del cuore che man mano aumenta col tempo. Una melodia da sentire e dimenticare proprio come il respiro appena lasciato andare; sfuggevole come le lenzuola di seta sulle gambe di una donna ancora calda.  Sentire un eco di voci femminili entrare nella tua mente per fare spazio nella confusione odierna, lasciati accarezzare dalla voce di Slo.

Nascosto sotto la superficie

Non sempre le cose sono così come appaiono.
spesso indicano che c’è qualcosa di più grave in corso, nascosto sotto la superfice, sintomi, campanelli d’allarme, segnali di pericolo. tutte cose a cui dovremmo prestare attenzione. cose che non dovremmo mai perdere di vista. cose cattive, cose che potrebbero farci molto male. cose che ormai, forse, non si possono più sistemare.

Appeso

Lasciarsi andare fra le braccia di qualcuno è come volersi abbandonare ad una nuova nuvola di piacere, lasciarsi pervadere ed attraversare da un profumo di pulito che non si tratta di bucato lavato bensì di cuori candidi lasciati appesi a mollette di fiducia ed amore.
Così arriva anche la tempesta che sposta queste lenzuola di purezza e strappa i capi dalla stabilità e forza la sensibilità dei cuori calmi, rendendoli agitati e pazzi.
Senza dover accarezzare ancora il tuo volto posso solo ritrovare un filo vuoto dove appendermi e lasciarmi abbandonare non più ad un cuore ma al vento, che incostante e prepotente non chiede permesso e sbatte in faccia tutta la polvere che hai seminato durante il tuo cammino verso altrove.
Fa male sentirsi picchiati nell’animo ma soprattutto fa male sentire di essere ancora devoti a quel quadro che non guarda più in faccia il suo pittore che si ritrova stanco con mani consumate e dimagrite. I colori sulla tavolozza appaiono sbiaditi ed estranei al suo creatore che ha plasmato quel amore fin dal primo attimo, dal primo respiro; senza una diritta via ed abbandonato a pensieri annebbiati il pittore non capisce come ritrovare la sua dea, colei che era in grado di darle le parole giuste per inanellare un verso soave come il volto della sua amata. E così mi travesto da ricercatore nell’affannosa ricerca di un po’ di ossigeno, perché solamente respirando penso un po’ meno a te e torno dentro di me.
Se tu solo sapessi quanti germogli hai calpestato ancor prima di essere vere rose profumate, non hai idea di come l’energia del sole conti poco rispetto a quella dell’amore per un’altra creatura. Mi distraggo pensando di creare nuovi quadri, gli stessi che saranno la mia valvola di sfogo da un cupo pomeriggio passato a rincorrere pensieri fin troppo stropicciati e consumati; mi avvicino al bancone del bar per chiedere l’unico veleno di felicità che in questo momento possa farmi dimenticare di provare sentimenti ed emozioni. – solo per un attimo !
Così ripetevo a me stesso che tenendo in mano quel bicchiere cercavo di schiacciare con la mente le bollicine che si depositavano sulla superficie del bicchiere. Il barista ormai stanco ed annoiato dalle mie storie opache mi chiude il conto e spingendomi alla porta mi invita a tornare a casa perché ho perso troppo tempo a farneticare.
Appena fuori vidi la neve che silenziosamente si posava sulle strade ed i loro tetti arrossiti dalle troppe bugie che nascondevano. Tenendo le mani in tasca cerco di coprirmi dal freddo che insensibile blocca il mio corpo ed il mio tatto, dimenticandosi che la parte da congelare è il cuore; lo stesso che si è crogiolato troppo al sole della passione senza ricordare che anche su quella spiaggia felice ci si può bruciare e che nessuna crema magica può lenire il dolore.
Mi travolgi, mi sconvolgi poi mi asciughi e scappi via…tu ritorni poi mi bagni e ti riasciughi e torni via …senza peso e senza fiato non son riva senza te”.
Così ti fai forza e schivando i fiocchi di neve corri verso casa, sempre più veloce …sempre più veloce e fin tanto che il tuo cuore batte ancora, prosegui lungo tutta la strada. Non ti domandi dove stai andando, e neppure vuoi saperlo, l’importante è camminare lontano da tutto questo male che opprime il battito ad un petto troppo stretto ed intontisce una mente ormai bloccata. Respiro ancora una volta e pieni polmoni per riprendere un po’ di energia ed andare avanti ancora un po’.
Corri, sentendo la neve che si scioglie sul calore del tuo viso, lo stesso dal quale scappi e che ormai non è che una copia di un calore che cerchi di emulare ma che sai non ritornerà più. Così ti ritrovi solo e disperso nel nulla, senza una meta, un obiettivo, un idea; nelle tasche tieni frammenti di speranze e fiducia che fanno rumore e pungono sulla pelle quando si sfiorano. Un rumore fastidioso quasi quanto il perpetuo dolore del cuore ogni volta che batte senza l’altra metà, un silenzio quello del vuoto lasciato, che difficilmente sarà colmato, difficilmente sarà addolcito difficilmente sarà superato.
solo per te ho convinto le stelle a disegnare nel cielo infinito qualcosa che assomiglia a te, solo per te ho cambiato pelle per non sentire le stagioni passar senza di te, come la notte non faccio rumore se cado è per te
E così me ne sto ancora appeso senza capire e pensare quale vento mi porterà via o quale mi acqueterà prima della tempesta.
L’unica cosa del quale sono certo è che un giorno quelle mani che ti hanno accarezzato, amato, abbracciato e protetto non avranno più la forza di rimanere appese a quel filo ed incominceranno a provare male a tal punto che il sangue sgorgherà lungo le braccia bianche ed esili di quel pittore; lo stesso che in quel quadro ha visto l’amore, ci ha sognato la pace e solo per piccoli sprazzi ha considerato il dolore. Ora quel quadro si sta trasformando e prende vita, corpo e respiro diversi da quelli del suo creatore, diversi da quelli del suo amore; i colori si allontanano dai suoi sogni, si allontanano dalle sue ombre e soprattutto si allontanano dal suo artista.
Per questo voglio dire a tutti voi che se un giorno, passeggiando vedrete una macchia su di un quadro, non pensiate che sia un errore, perché quello sarà il segno di un altro pittore che ha pianto per la morte del suo quadro.

She’s don’t love you

Questo brano mi ha colpito moltissimo perchè parla del fatto che la persona che hai al tuo fianco non ti ama, e per i motivi più intimidi di lei devi perdonarla perchè non ha una retta via. quindi prendi il cuore di questa persona dalle amore, accudiscila finchè vorrà e poi non trattenerla…perchè dovrà volare via. non sentirti usato perchè molte volte si ottiene di più dando amore senza ricambio piuttosto che aspettarsi qualcosa.

She don’t love you, she’s just lonely
She don’t know another way
To break free from what’s been broken
Too many cowboys roll away
So, forgive her if she’s distant
She can’t tell her heart to lie, no
You’ll never be her one and only
She don’t love you, she’s just lonely

You can hold her in the moonlight
You can give her all the stars
You can promise her forever
But you’ll never have her heart

Le persone cambiano

“Quando diciamo cose tipo “Le persone non cambiano”, facciamo impazzire gli scienziati. Perché il cambiamento è letteralmente l’unica costante di tutta la scienza. L’energia, la materia, cambiano continuamente, si trasformano, si fondono, crescono, muoiono. È il fatto che le persone cerchino di non cambiare che è innaturale, il modo in cui ci aggrappiamo alle cose come erano invece di lasciarle essere ciò che sono, il modo in cui ci aggrappiamo ai vecchi ricordi invece di farcene dei nuovi, il modo in cui insistiamo nel credere, malgrado tutte le indicazioni scientifiche, che nella vita tutto sia per sempre. Il cambiamento è costante. Come viviamo il cambiamento, questo dipende da noi. Possiamo sentirlo come una morte o possiamo sentirlo come una seconda occasione di vita. Se apriamo le dita, se allentiamo la presa e lasciamo che ci trasporti, possiamo sentirlo come adrenalina pura, come se in ogni momento potessimo avere un’altra occasione di vita, come se in ogni momento potessimo nascere ancora una volta”