Archivi tag: mente

Appeso

Lasciarsi andare fra le braccia di qualcuno è come volersi abbandonare ad una nuova nuvola di piacere, lasciarsi pervadere ed attraversare da un profumo di pulito che non si tratta di bucato lavato bensì di cuori candidi lasciati appesi a mollette di fiducia ed amore.
Così arriva anche la tempesta che sposta queste lenzuola di purezza e strappa i capi dalla stabilità e forza la sensibilità dei cuori calmi, rendendoli agitati e pazzi.
Senza dover accarezzare ancora il tuo volto posso solo ritrovare un filo vuoto dove appendermi e lasciarmi abbandonare non più ad un cuore ma al vento, che incostante e prepotente non chiede permesso e sbatte in faccia tutta la polvere che hai seminato durante il tuo cammino verso altrove.
Fa male sentirsi picchiati nell’animo ma soprattutto fa male sentire di essere ancora devoti a quel quadro che non guarda più in faccia il suo pittore che si ritrova stanco con mani consumate e dimagrite. I colori sulla tavolozza appaiono sbiaditi ed estranei al suo creatore che ha plasmato quel amore fin dal primo attimo, dal primo respiro; senza una diritta via ed abbandonato a pensieri annebbiati il pittore non capisce come ritrovare la sua dea, colei che era in grado di darle le parole giuste per inanellare un verso soave come il volto della sua amata. E così mi travesto da ricercatore nell’affannosa ricerca di un po’ di ossigeno, perché solamente respirando penso un po’ meno a te e torno dentro di me.
Se tu solo sapessi quanti germogli hai calpestato ancor prima di essere vere rose profumate, non hai idea di come l’energia del sole conti poco rispetto a quella dell’amore per un’altra creatura. Mi distraggo pensando di creare nuovi quadri, gli stessi che saranno la mia valvola di sfogo da un cupo pomeriggio passato a rincorrere pensieri fin troppo stropicciati e consumati; mi avvicino al bancone del bar per chiedere l’unico veleno di felicità che in questo momento possa farmi dimenticare di provare sentimenti ed emozioni. – solo per un attimo !
Così ripetevo a me stesso che tenendo in mano quel bicchiere cercavo di schiacciare con la mente le bollicine che si depositavano sulla superficie del bicchiere. Il barista ormai stanco ed annoiato dalle mie storie opache mi chiude il conto e spingendomi alla porta mi invita a tornare a casa perché ho perso troppo tempo a farneticare.
Appena fuori vidi la neve che silenziosamente si posava sulle strade ed i loro tetti arrossiti dalle troppe bugie che nascondevano. Tenendo le mani in tasca cerco di coprirmi dal freddo che insensibile blocca il mio corpo ed il mio tatto, dimenticandosi che la parte da congelare è il cuore; lo stesso che si è crogiolato troppo al sole della passione senza ricordare che anche su quella spiaggia felice ci si può bruciare e che nessuna crema magica può lenire il dolore.
Mi travolgi, mi sconvolgi poi mi asciughi e scappi via…tu ritorni poi mi bagni e ti riasciughi e torni via …senza peso e senza fiato non son riva senza te”.
Così ti fai forza e schivando i fiocchi di neve corri verso casa, sempre più veloce …sempre più veloce e fin tanto che il tuo cuore batte ancora, prosegui lungo tutta la strada. Non ti domandi dove stai andando, e neppure vuoi saperlo, l’importante è camminare lontano da tutto questo male che opprime il battito ad un petto troppo stretto ed intontisce una mente ormai bloccata. Respiro ancora una volta e pieni polmoni per riprendere un po’ di energia ed andare avanti ancora un po’.
Corri, sentendo la neve che si scioglie sul calore del tuo viso, lo stesso dal quale scappi e che ormai non è che una copia di un calore che cerchi di emulare ma che sai non ritornerà più. Così ti ritrovi solo e disperso nel nulla, senza una meta, un obiettivo, un idea; nelle tasche tieni frammenti di speranze e fiducia che fanno rumore e pungono sulla pelle quando si sfiorano. Un rumore fastidioso quasi quanto il perpetuo dolore del cuore ogni volta che batte senza l’altra metà, un silenzio quello del vuoto lasciato, che difficilmente sarà colmato, difficilmente sarà addolcito difficilmente sarà superato.
solo per te ho convinto le stelle a disegnare nel cielo infinito qualcosa che assomiglia a te, solo per te ho cambiato pelle per non sentire le stagioni passar senza di te, come la notte non faccio rumore se cado è per te
E così me ne sto ancora appeso senza capire e pensare quale vento mi porterà via o quale mi acqueterà prima della tempesta.
L’unica cosa del quale sono certo è che un giorno quelle mani che ti hanno accarezzato, amato, abbracciato e protetto non avranno più la forza di rimanere appese a quel filo ed incominceranno a provare male a tal punto che il sangue sgorgherà lungo le braccia bianche ed esili di quel pittore; lo stesso che in quel quadro ha visto l’amore, ci ha sognato la pace e solo per piccoli sprazzi ha considerato il dolore. Ora quel quadro si sta trasformando e prende vita, corpo e respiro diversi da quelli del suo creatore, diversi da quelli del suo amore; i colori si allontanano dai suoi sogni, si allontanano dalle sue ombre e soprattutto si allontanano dal suo artista.
Per questo voglio dire a tutti voi che se un giorno, passeggiando vedrete una macchia su di un quadro, non pensiate che sia un errore, perché quello sarà il segno di un altro pittore che ha pianto per la morte del suo quadro.

Penso ancora a Te. perchè?

se solo si potesse avere un bisturi per tagliare la propria testa, asportare quelle parti di pensiero che ti ossessionano e non ti lasciano pace.

se solo riuscissi per un momento a dire basta a quel volto che continua a presentarsi davanti ai miei pensieri…

questo discorso potrebbe andare avanti fino all’eternità con: se solo potessi…

cerco di metterci logica in quello che penso ma subito qualcosa scoppia dentro e lascia vagare all’impazzata mille pensieri di te. cosa fare allora? prendere una scopa e spazzare via dalle orecchie tutti i ricordi di te?…oppure passare con la 100gradi per far sciogliere il colore della tua pelle e far scolorire le immagini che riguardano te.

La mente è bastarda (scusatemi la parola) perchè quella ************ Mente, ti dice bugie, ti fa pensare a cose che ti portano altri casini, perchè non riesci a controllarla e così lei ti scombussola tutto.

Mente, perchè mi fai così?, perchè non mi lasci andare avanti?….dove posso trovare il libro per gestirti?

L’altro giorno camminando in un negozio di case mi trovavo ad annussare la candela del profumo che ti piace, ma subito una parte di me ha lasciato la candela immediatamente e mi ha fatto andare via.

come per la terra ed il cielo, come per la politica, il bianco ed il nero, il dolce ed il salato, i buoni oppure i cattivi….sono qui a gestire la mente che si divide in due parti.

quella del Si, e quella del No.

come è difficile certe volte non assecondare i popri pensieri, perchè ricordiamoci che la mente MENTE!…perciò puoi solo tenerla occupata facendo altro, cercando di riuscirci perlomeno…e cosi dopo questo piccolo sfogo, e la mente piena di pensieri del tuo corpo nudo sul mio letto, il tuo profumo fra le lenzuola e tutto il dolore che non riesco a sopportare….mi tengo la mente occupata e guardo un film.

Buonanotte. e scusate lo sfogo.

 

“Veniamo al mondo da soli e lo lasciamo da soli.
E tutto quello che succede nel mezzo?
È un dovere verso noi stessi cercare un po’ di compagnia.
Perciò preferiamo scegliere l’amore.
Scegliamo la vita.
E per un po’ ci sentiamo un po’ meno soli…”