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Recensione Unbroken

UNBROKEN
Non vi è mai accaduto di essere intrappolati nell’immagine, catalogata, che gli altri vi hanno attribuito? In questo caso voglio indicarvi un film che tratta proprio lo scardinamento di tale meccanismo.
Nel film “Unbroken” vengono assemblate tutte le vicende più clamorose e dolorose che hanno contrassegnato la vita di un uomo che molti di noi, soprattutto i giovani, non conoscono; La storia parla dell’italoamericano Louis Zamperini, atleta olimpico nella Berlino del ’36 a seguito bombardiere sul Pacifico durante la Seconda guerra mondiale ed infine a lungo prigioniero nei campi dei giapponesi.
In questo film si evidenzia come la figura di Luis venga per molti accostata all’atleta più che all’uomo, specie in contesti militari e di prigionia.
Molti hanno ritenuto il film troppo finto, troppo lento, troppo senza senso. In verità credo che sia troppo sottovalutato, soprattutto perché a realizzare questo film non è l’illustre regista che per decenni ha mangiato pane e bobina bensì il prodotto di questi, un’attrice. Angelina Jolie.
La Jolie ha già in passato trattato tematiche forti, come per il suo primo film “Nella terra del sangue e del miele” in cui si racconta la tipica storia di un amore (fra un serbo ed una mussulmana) nato sotto le bombe della guerra nella ex Jugoslavia del 1992. Risulta quindi una costante quella della Jolie di rappresentare film dalle tinte forti che mettano in scena le aberranti vicende di violenze ed oppressioni per mano del potere.
In Unbroken si rimane colpiti della brutalità di una guerra che per molti fattori ha logorato non solo chi ha subito ma anche i giustizieri stessi, questo lo si vede nella scena in cui il comandante giapponese si abbandona ad un pianto straziato perché sconfitto dalla fermezza del prigioniero Luis. Questo è solo uno dei tanti cambiamenti dei personaggi che inizialmente catalogati sotto una figura si rivelano in verità tutt’altro. La regista ha rimarcato spesso la semplicità di Luis soprattutto sottolineando, in maniera quasi esagerata, le origini e l’essere un’atleta acclamato; tutto questo porta ovviamente lo spettatore ha farsi un’idea ben solida di Luis e nel contempo ci si affeziona alla sua bontà e tenacia, la stessa che lo porterà ad aspettare la fine della guerra.
Pur non trattandosi di un film narrativamente complesso, anzi tutt’altro, la Jolie ha saputo dare il giusto spazio, sia all’evoluzione del personaggio all’interno dell’inferno che vive; sia all’idea della guerra che cresce nella coscienza delle persone che la vivono.
La scena che mi è piaciuta di più è l’evolversi della convivenza all’interno del gommone; momento che pone quesiti per lo spettatore che comodamente sulla poltrona spesso non apprende appieno lo sfibramento fisico realmente vissuto.
Concludendo questo è un film che consiglio a tutti coloro che hanno interesse a conoscere una straordinaria persona che realmente ha vissuto i difficili momenti della guerra, ma che in ognuno di essi è riuscito ad andare avanti e non mollare; ricordando la frase del fratello di Luis “se resisti puoi farcela”, spero che ognuno di voi (me incluso) possa decidere di resistere ed affrontare ogni situazione terribile, e non, per andare avanti e concludere il proprio giro di corsa per provare la sensazione di aver raggiunto il traguardo.

Appeso

Lasciarsi andare fra le braccia di qualcuno è come volersi abbandonare ad una nuova nuvola di piacere, lasciarsi pervadere ed attraversare da un profumo di pulito che non si tratta di bucato lavato bensì di cuori candidi lasciati appesi a mollette di fiducia ed amore.
Così arriva anche la tempesta che sposta queste lenzuola di purezza e strappa i capi dalla stabilità e forza la sensibilità dei cuori calmi, rendendoli agitati e pazzi.
Senza dover accarezzare ancora il tuo volto posso solo ritrovare un filo vuoto dove appendermi e lasciarmi abbandonare non più ad un cuore ma al vento, che incostante e prepotente non chiede permesso e sbatte in faccia tutta la polvere che hai seminato durante il tuo cammino verso altrove.
Fa male sentirsi picchiati nell’animo ma soprattutto fa male sentire di essere ancora devoti a quel quadro che non guarda più in faccia il suo pittore che si ritrova stanco con mani consumate e dimagrite. I colori sulla tavolozza appaiono sbiaditi ed estranei al suo creatore che ha plasmato quel amore fin dal primo attimo, dal primo respiro; senza una diritta via ed abbandonato a pensieri annebbiati il pittore non capisce come ritrovare la sua dea, colei che era in grado di darle le parole giuste per inanellare un verso soave come il volto della sua amata. E così mi travesto da ricercatore nell’affannosa ricerca di un po’ di ossigeno, perché solamente respirando penso un po’ meno a te e torno dentro di me.
Se tu solo sapessi quanti germogli hai calpestato ancor prima di essere vere rose profumate, non hai idea di come l’energia del sole conti poco rispetto a quella dell’amore per un’altra creatura. Mi distraggo pensando di creare nuovi quadri, gli stessi che saranno la mia valvola di sfogo da un cupo pomeriggio passato a rincorrere pensieri fin troppo stropicciati e consumati; mi avvicino al bancone del bar per chiedere l’unico veleno di felicità che in questo momento possa farmi dimenticare di provare sentimenti ed emozioni. – solo per un attimo !
Così ripetevo a me stesso che tenendo in mano quel bicchiere cercavo di schiacciare con la mente le bollicine che si depositavano sulla superficie del bicchiere. Il barista ormai stanco ed annoiato dalle mie storie opache mi chiude il conto e spingendomi alla porta mi invita a tornare a casa perché ho perso troppo tempo a farneticare.
Appena fuori vidi la neve che silenziosamente si posava sulle strade ed i loro tetti arrossiti dalle troppe bugie che nascondevano. Tenendo le mani in tasca cerco di coprirmi dal freddo che insensibile blocca il mio corpo ed il mio tatto, dimenticandosi che la parte da congelare è il cuore; lo stesso che si è crogiolato troppo al sole della passione senza ricordare che anche su quella spiaggia felice ci si può bruciare e che nessuna crema magica può lenire il dolore.
Mi travolgi, mi sconvolgi poi mi asciughi e scappi via…tu ritorni poi mi bagni e ti riasciughi e torni via …senza peso e senza fiato non son riva senza te”.
Così ti fai forza e schivando i fiocchi di neve corri verso casa, sempre più veloce …sempre più veloce e fin tanto che il tuo cuore batte ancora, prosegui lungo tutta la strada. Non ti domandi dove stai andando, e neppure vuoi saperlo, l’importante è camminare lontano da tutto questo male che opprime il battito ad un petto troppo stretto ed intontisce una mente ormai bloccata. Respiro ancora una volta e pieni polmoni per riprendere un po’ di energia ed andare avanti ancora un po’.
Corri, sentendo la neve che si scioglie sul calore del tuo viso, lo stesso dal quale scappi e che ormai non è che una copia di un calore che cerchi di emulare ma che sai non ritornerà più. Così ti ritrovi solo e disperso nel nulla, senza una meta, un obiettivo, un idea; nelle tasche tieni frammenti di speranze e fiducia che fanno rumore e pungono sulla pelle quando si sfiorano. Un rumore fastidioso quasi quanto il perpetuo dolore del cuore ogni volta che batte senza l’altra metà, un silenzio quello del vuoto lasciato, che difficilmente sarà colmato, difficilmente sarà addolcito difficilmente sarà superato.
solo per te ho convinto le stelle a disegnare nel cielo infinito qualcosa che assomiglia a te, solo per te ho cambiato pelle per non sentire le stagioni passar senza di te, come la notte non faccio rumore se cado è per te
E così me ne sto ancora appeso senza capire e pensare quale vento mi porterà via o quale mi acqueterà prima della tempesta.
L’unica cosa del quale sono certo è che un giorno quelle mani che ti hanno accarezzato, amato, abbracciato e protetto non avranno più la forza di rimanere appese a quel filo ed incominceranno a provare male a tal punto che il sangue sgorgherà lungo le braccia bianche ed esili di quel pittore; lo stesso che in quel quadro ha visto l’amore, ci ha sognato la pace e solo per piccoli sprazzi ha considerato il dolore. Ora quel quadro si sta trasformando e prende vita, corpo e respiro diversi da quelli del suo creatore, diversi da quelli del suo amore; i colori si allontanano dai suoi sogni, si allontanano dalle sue ombre e soprattutto si allontanano dal suo artista.
Per questo voglio dire a tutti voi che se un giorno, passeggiando vedrete una macchia su di un quadro, non pensiate che sia un errore, perché quello sarà il segno di un altro pittore che ha pianto per la morte del suo quadro.

She’s don’t love you

Questo brano mi ha colpito moltissimo perchè parla del fatto che la persona che hai al tuo fianco non ti ama, e per i motivi più intimidi di lei devi perdonarla perchè non ha una retta via. quindi prendi il cuore di questa persona dalle amore, accudiscila finchè vorrà e poi non trattenerla…perchè dovrà volare via. non sentirti usato perchè molte volte si ottiene di più dando amore senza ricambio piuttosto che aspettarsi qualcosa.

She don’t love you, she’s just lonely
She don’t know another way
To break free from what’s been broken
Too many cowboys roll away
So, forgive her if she’s distant
She can’t tell her heart to lie, no
You’ll never be her one and only
She don’t love you, she’s just lonely

You can hold her in the moonlight
You can give her all the stars
You can promise her forever
But you’ll never have her heart

Le persone cambiano

“Quando diciamo cose tipo “Le persone non cambiano”, facciamo impazzire gli scienziati. Perché il cambiamento è letteralmente l’unica costante di tutta la scienza. L’energia, la materia, cambiano continuamente, si trasformano, si fondono, crescono, muoiono. È il fatto che le persone cerchino di non cambiare che è innaturale, il modo in cui ci aggrappiamo alle cose come erano invece di lasciarle essere ciò che sono, il modo in cui ci aggrappiamo ai vecchi ricordi invece di farcene dei nuovi, il modo in cui insistiamo nel credere, malgrado tutte le indicazioni scientifiche, che nella vita tutto sia per sempre. Il cambiamento è costante. Come viviamo il cambiamento, questo dipende da noi. Possiamo sentirlo come una morte o possiamo sentirlo come una seconda occasione di vita. Se apriamo le dita, se allentiamo la presa e lasciamo che ci trasporti, possiamo sentirlo come adrenalina pura, come se in ogni momento potessimo avere un’altra occasione di vita, come se in ogni momento potessimo nascere ancora una volta”

è la natura umana

“Abbiamo sentito gli avvertimenti e li abbiamo ignorati. Sfidiamo la fortuna. Lanciamo i dadi. Giochiamo col fuoco. È la natura umana. Quando ci dicono di non toccare una cosa, la tocchiamo anche se sappiamo di non doverlo fare. Forse perché sotto sotto cerchiamo solo guai.”

Un giorno di tutto questo riderai…

un bel giorno tutto avrà un senso, quindi per il momento non farti deprimere dalla confusione, sorridi attraverso le lacrime e cerca di comprendere che tutto ciò che succede ha una ragione.”

Alcune volte l’uomo non comprende appieno la favolosità delle persone che vi sono al suo fianco. Bisognerebbe creare un promemoria di pregi degli amici e dei famigliari, scordandosi di ciò che è negativo quando compare.

Sometimes the man did not fully understand the fabulousness of the people that are at his side. We should create a reminder of the merits of friends and family, forgetting what is negative when it appears.