Before I go to Sleep

Before I go to Sleep

Ero seduto al bancone del bar. bevevo la mia solita birra scura, pensado che quella era una delle tante per quella sera. appoggiato a quel tavolo così appiccicoso e vecchio da ricordarsi ogni ubriacone passato di lì. Sarei dovuto andare a casa a dormire, ma non volevo lasciar andare via quella giornata, doveva arrivare quel momento in cui tutti i tuoi muscoli sono esausti per colpa di quelle emozioni che ti rapiscono e violentano l’anima. quella sensazione sta arrivando adesso. sta arrivando?

Be a dreamer

Don’t be a thief

There were times when it was broken

There were times when it was saved

There were times when we were holy

When we were different

When we behaved

Annunci
listen SLOw

listen SLOw

Sempre più a salire verso l’alto, incalzati dal battito del cuore che man mano aumenta col tempo. Una melodia da sentire e dimenticare proprio come il respiro appena lasciato andare; sfuggevole come le lenzuola di seta sulle gambe di una donna ancora calda.  Sentire un eco di voci femminili entrare nella tua mente per fare spazio nella confusione odierna, lasciati accarezzare dalla voce di Slo.

Soffia più forte che puoi

Soffia più forte che puoi

Soffia sulle candeline, soffia via quelle lacrime, soffia negli occhi dell’amato…soffia via quei pensieri pesanti.

Accostando la macchina ti accorgi che il tempo gira e scostandomi i capelli dal viso vedi il vento muovere le foglie degli alberi, respira ed assapora l’aria che entra dentro di te dandoti vigore e potere …..e soffia.

Spingi via quel peso dalla mente ed alleggerisci un cuore ormai pronto per volare in alto.

Soffia via la paura di iniziare a vivere, soffia via i dubbi di un futuro che non sarai mai certo e chiaro…

cammina lentamente ed osserva come si estende il mondo davanti ai tuoi occhi troppo piccoli per vedere la magnificenza totale.

Respira a pieni polmoni i colori del sole e soffia via le nubi nere del passato, inspira ancora una volta e soffia su quel fiore fragile.

Basta un soffio a spegnere una fiamma ed altrettanto ad alimentarla, sta a te decidere perché soffiare.

prendi il tuo tempo e quando hai deciso soffia

Nascosto sotto la superficie

Nascosto sotto la superficie

Non sempre le cose sono così come appaiono.
spesso indicano che c’è qualcosa di più grave in corso, nascosto sotto la superfice, sintomi, campanelli d’allarme, segnali di pericolo. tutte cose a cui dovremmo prestare attenzione. cose che non dovremmo mai perdere di vista. cose cattive, cose che potrebbero farci molto male. cose che ormai, forse, non si possono più sistemare.

Appeso

Appeso

Lasciarsi andare fra le braccia di qualcuno è come volersi abbandonare ad una nuova nuvola di piacere, lasciarsi pervadere ed attraversare da un profumo di pulito che non si tratta di bucato lavato bensì di cuori candidi lasciati appesi a mollette di fiducia ed amore.
Così arriva anche la tempesta che sposta queste lenzuola di purezza e strappa i capi dalla stabilità e forza la sensibilità dei cuori calmi, rendendoli agitati e pazzi.
Senza dover accarezzare ancora il tuo volto posso solo ritrovare un filo vuoto dove appendermi e lasciarmi abbandonare non più ad un cuore ma al vento, che incostante e prepotente non chiede permesso e sbatte in faccia tutta la polvere che hai seminato durante il tuo cammino verso altrove.
Fa male sentirsi picchiati nell’animo ma soprattutto fa male sentire di essere ancora devoti a quel quadro che non guarda più in faccia il suo pittore che si ritrova stanco con mani consumate e dimagrite. I colori sulla tavolozza appaiono sbiaditi ed estranei al suo creatore che ha plasmato quel amore fin dal primo attimo, dal primo respiro; senza una diritta via ed abbandonato a pensieri annebbiati il pittore non capisce come ritrovare la sua dea, colei che era in grado di darle le parole giuste per inanellare un verso soave come il volto della sua amata. E così mi travesto da ricercatore nell’affannosa ricerca di un po’ di ossigeno, perché solamente respirando penso un po’ meno a te e torno dentro di me.
Se tu solo sapessi quanti germogli hai calpestato ancor prima di essere vere rose profumate, non hai idea di come l’energia del sole conti poco rispetto a quella dell’amore per un’altra creatura. Mi distraggo pensando di creare nuovi quadri, gli stessi che saranno la mia valvola di sfogo da un cupo pomeriggio passato a rincorrere pensieri fin troppo stropicciati e consumati; mi avvicino al bancone del bar per chiedere l’unico veleno di felicità che in questo momento possa farmi dimenticare di provare sentimenti ed emozioni. – solo per un attimo !
Così ripetevo a me stesso che tenendo in mano quel bicchiere cercavo di schiacciare con la mente le bollicine che si depositavano sulla superficie del bicchiere. Il barista ormai stanco ed annoiato dalle mie storie opache mi chiude il conto e spingendomi alla porta mi invita a tornare a casa perché ho perso troppo tempo a farneticare.
Appena fuori vidi la neve che silenziosamente si posava sulle strade ed i loro tetti arrossiti dalle troppe bugie che nascondevano. Tenendo le mani in tasca cerco di coprirmi dal freddo che insensibile blocca il mio corpo ed il mio tatto, dimenticandosi che la parte da congelare è il cuore; lo stesso che si è crogiolato troppo al sole della passione senza ricordare che anche su quella spiaggia felice ci si può bruciare e che nessuna crema magica può lenire il dolore.
Mi travolgi, mi sconvolgi poi mi asciughi e scappi via…tu ritorni poi mi bagni e ti riasciughi e torni via …senza peso e senza fiato non son riva senza te”.
Così ti fai forza e schivando i fiocchi di neve corri verso casa, sempre più veloce …sempre più veloce e fin tanto che il tuo cuore batte ancora, prosegui lungo tutta la strada. Non ti domandi dove stai andando, e neppure vuoi saperlo, l’importante è camminare lontano da tutto questo male che opprime il battito ad un petto troppo stretto ed intontisce una mente ormai bloccata. Respiro ancora una volta e pieni polmoni per riprendere un po’ di energia ed andare avanti ancora un po’.
Corri, sentendo la neve che si scioglie sul calore del tuo viso, lo stesso dal quale scappi e che ormai non è che una copia di un calore che cerchi di emulare ma che sai non ritornerà più. Così ti ritrovi solo e disperso nel nulla, senza una meta, un obiettivo, un idea; nelle tasche tieni frammenti di speranze e fiducia che fanno rumore e pungono sulla pelle quando si sfiorano. Un rumore fastidioso quasi quanto il perpetuo dolore del cuore ogni volta che batte senza l’altra metà, un silenzio quello del vuoto lasciato, che difficilmente sarà colmato, difficilmente sarà addolcito difficilmente sarà superato.
solo per te ho convinto le stelle a disegnare nel cielo infinito qualcosa che assomiglia a te, solo per te ho cambiato pelle per non sentire le stagioni passar senza di te, come la notte non faccio rumore se cado è per te
E così me ne sto ancora appeso senza capire e pensare quale vento mi porterà via o quale mi acqueterà prima della tempesta.
L’unica cosa del quale sono certo è che un giorno quelle mani che ti hanno accarezzato, amato, abbracciato e protetto non avranno più la forza di rimanere appese a quel filo ed incominceranno a provare male a tal punto che il sangue sgorgherà lungo le braccia bianche ed esili di quel pittore; lo stesso che in quel quadro ha visto l’amore, ci ha sognato la pace e solo per piccoli sprazzi ha considerato il dolore. Ora quel quadro si sta trasformando e prende vita, corpo e respiro diversi da quelli del suo creatore, diversi da quelli del suo amore; i colori si allontanano dai suoi sogni, si allontanano dalle sue ombre e soprattutto si allontanano dal suo artista.
Per questo voglio dire a tutti voi che se un giorno, passeggiando vedrete una macchia su di un quadro, non pensiate che sia un errore, perché quello sarà il segno di un altro pittore che ha pianto per la morte del suo quadro.