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Il Rispetto della rosa

Leggendo la definizione del termine Rispetto, ho trovato questa dicitura: riferimento alla manifestazione concreta di tale sentimento mediante azioni o parole”
Dimostrare qualcosa mediante le azioni non è una roba da poco. Anzi, molte persone pensano che basti un messaggio oppure un saluto abbozzato per coltivare j rapporti; chi incappa in questo pensiero è un semplice scansafatiche.
Eggià perché spesso i rapporti con le altre persone, non vanno sempre rosa e fiori, è in quei momenti che viene richiesta la maturità tale da capire che per coltivare un terreno non bisogna aspettare che piova, bensì irrigarlo tu stesso. Così nell’amicizia, nell’amore e nella vita in generale…qualsiasi cosa può divenire uno splendido fiore luminoso se a questo viene dedicato il giusto tempo, le attenzioni che si merita …e sopratutto il rispetto.
Rispettare qualcuno credo che significhi aspettare che l’altro sia pronto, trattare tutti allo stesso livello (nessuno è di serie A oppure di serie B) e sopratutto non calpestare i sentimenti/pensieri/idee/sogni di qualcuno.
In grandi lineee questo è la mia definizione di rispetto.
Se vi troverete in una situazione in cui qualcuno vi metta pressione ingiustificata, oppure vi tratti con insufficienza…ecco in quel caso ricordatevi di essere una rosa che merita di essere rispettata e coltivata.
Circondatevi solamente da persone che vi portino amore puro, felicità e devozione….lasciate andare coloro che vi tradiscono alle spalle, vi abbandonano e sopratutto non ascoltano i vostri momenti.

Molti non ci pensano ma le persone che ci circondano plasmano la nostra esistenza, è così fondamentale selezionare al meglio chi farà parte del nostro grande parco giochi chiamato vita; fidarsi di qualcuno, volerlo al prioprio fianco, sentire l’esigenza di capire i suoi pensieri e avere fame delle sue risate…questo è rispetto farcito con amore.
Attenzione mi riferisco a tutte le forme di relazioni, proprio perché l’amico vero molto spesso ha quasi lo stesso potere del fidanzato/a rispetto alla nostra vita.

Per tanto concludo dicendo che chi sceglierai porterà il cambiamento del tuo viaggio, sta a te capire se in questo viaggio vuoi sentire le sue opinioni di itinerario oppure no.

Come dico sempre io: la vita è così semplice, sono le persone che se la complicano.

She’s don’t love you

Questo brano mi ha colpito moltissimo perchè parla del fatto che la persona che hai al tuo fianco non ti ama, e per i motivi più intimidi di lei devi perdonarla perchè non ha una retta via. quindi prendi il cuore di questa persona dalle amore, accudiscila finchè vorrà e poi non trattenerla…perchè dovrà volare via. non sentirti usato perchè molte volte si ottiene di più dando amore senza ricambio piuttosto che aspettarsi qualcosa.

She don’t love you, she’s just lonely
She don’t know another way
To break free from what’s been broken
Too many cowboys roll away
So, forgive her if she’s distant
She can’t tell her heart to lie, no
You’ll never be her one and only
She don’t love you, she’s just lonely

You can hold her in the moonlight
You can give her all the stars
You can promise her forever
But you’ll never have her heart

Sii come…

to be free

Sii come il tumulto delle spighe quando il grano viene arato; sii come la furbizia dei pesci: lesta e precisa; sii come i cerchi indecifrabili degli alberi quando vogliono occultare l’età; sii come il pensiero dei vecchi: acuto, onesto, breve; sii come l’acqua della sorgente: infinita, fresca, dissetante; sii come il canto degli uccelli: sacro, vago ed attraente; sii come il profumo delle lenzuola messe ad asciugare: terso, puro, curato; sii come la presenza dell’ombra: notturna tacita, paziente e fedele; sii come il lamento dei gatti: seducente, tenero ed originale; sii come il sosprio del tempo: immenso, mutevole, audace; sii come solo tu sai essere: irripetibile ed incisivo.

L’uomo e la natura

È tempo di svolta, proseguire per un altro percorso dai luoghi ancora sconosciuti. L’inizio è sempre un momento difficile, poiché stabilisce la rottura netta fra ciò che era e ciò che sarà, delimitando definitivamente il passato con quello che diverrai. Una delle paure più grandi nel uomo è quella di perdere le proprie radici, oltre a quella ormai tanto conosciuta di rimanere da soli.
L’uomo identifica nella famiglia le radici principali, poiché essa è base fondante di molte delle concezioni e limitazioni che lo accompagnano lungo tutto il percorso di crescita e sviluppo; in verità vi sono anche altre radici che si rifanno alla figura degli amici e degli amori.
Nei riguardi degli amici si nutrono fortissime sensazioni di ammirazione, devozione ma soprattutto fiducia e molto spesso quando tale radice si spezza per cause esterne, oppure perché ormai la linfa non scorre più fra le vene, ci si sente spezzati quasi a perdere foglie non per la stagione ma per la voglia umana di staccare foglie buoni e forti. Inizialmente il dolore risulta smisurato e piano a piano la radice, come il nostro cuore, si rimargina perché siamo fatti di energia e per tale ragione siamo in continuo moto interiore. Risultano però troppo semplicistiche questi parallelismi fra uomo e natura per capire come l’individuo possa superare questa paura di perdere le proprie radici, a fronte di questo credo che sia necessario riorganizzare il nostro sviluppo, riconsiderare il terreno sul quale ci stiamo sviluppando e facendo nascere le nostre radici; solamente comprendendo che è cambiando la direzione dei nostri rami che riusciremo a superare un distacco forzato oppure voluto.
Il discorso parrebbe cambiare quando si tratta di amori, in parte, le motivazioni possono risultare similari a quelle che portano alla fine di un rapporto amicale ma ciò che cambia è il dolore che si prova, in questo caso non si tratta di una foglia o di una radice, in verità è un vero e proprio sradicamento di un pezzo del tronco d’albero che con se porta via anche parte della corteccia. Rimaniamo quindi inermi e senza movimento alcuno, non riusciamo neppure a lenire il dolore del taglio-netto che ci lascia in balia degli agenti esterni che, come tempeste, picchiano sulla nostra pelle ormai esile ed orfana di una protezione.
Allora come fare in questo caso? È necessario aspettare molto tempo prima che una pianta di vent’anni possa riottenere gli stessi rami floridi e robusti. Lo stesso tempo che servirà alle stagioni per ritemprare nuovamente la nostra fragile pelle, al fine di rinvigorirla e segnarla nuovamente con i suoi ammacchi, muffe, strappi, rigonfiamenti…insomma ricostruirsi.
La mia domanda è ora come possiamo noi capire che sarà per la maggior parte il tempo a guarire questo male che ci brucia dentro? Come siamo in grado di calmarci mentre vediamo solamente il crollo delle nostre certezze? Quale potere dobbiamo chiedere allo stregone saggio e burbero, per far sì che questo incubo svanisca?
Vorrei poter avere la formula magica che possa cucire in fretta quella ferita che continua a perdere linfa vitale, la stessa che si è accumulata e mantenuta con i sorrisi, gli abbracci, i baci e la felicità della condivisione. Appare un pensiero da illuso, credere che con un semplice incantesimo si possano sistemate tutte le cose per ritornare ad essere un po’ più felici e sereni e soprattutto per continuare ad ingrandirci per le querce secolari che ci apprestiamo a diventare.
Dopotutto non posso far altro che guardare il flusso scorrere con la consapevolezza che solo alla fine, quando orami sarò saggio e stanco dalle troppe tempeste e dalle giornate di sole afoso, che conterò quanti cerchi della vita ho guadagnato e sono presenti nel mio tronco.

“una pausa pranzo dalla vita”

Un silenzio che possa fare male è possibile sentirlo solo quando il tuo cuore non batte più. O meglio. Non riesce più a battere perché manca l’ossigeno da pompare ai polmoni, manca il sangue da far circolare in corpo.

Ogni giorno cerchiamo sempre di piacere alle persone e soprattutto cerchiamo di far sentire la persona che amiamo come una principessa/principe.  Molte volte non riusciamo nell’intento, forse perché sbagliamo il metodo, siamo troppo bruschi nei modi oppure il tempo è quello meno adatto…non saprei.

Non respiro con serenità e la poca voglia che ho di parlare non viene alimentata dalla sensazione di nausea che mi attanaglia.

Vorrei dormire per un mese, meglio un anno, per poi risvegliarmi e vedere come sono andate le cose senza di me, come le persone hanno mandato avanti la loro vita, quali obiettivi hanno raggiunti e quali perso, magari posso imparare qualcosa.

Non sentire la mia mente pensare a come agire, cosa dire o cosa fare…vorrei poter lasciare tutto andare senza dover badare alla loro crescita al loro mantenimento.

Nessuno mi ha dato le regole giuste per poter creare ciò che faccio nascere e nessuno credo che me le darà mani… perché devo essere io a trovarle per me stesso.

Ora voglio chiudere gli occhi, tappare le orecchie, cucirmi la bocca e legarmi le mani.

Disteso per terra come se non fossi nulla e lasciare che il mondo giri attorno. Chiedo una pausa pranzo dalla vita, nel quale staccare tutto quello che può funzionare e che sta andando a rotoli.

Uscire dalla porta del retro e bloccarsi in una posizione per un anno, non chiedo tanto…o forse chiedo l’impossibile.

Vorrei capire cosa sbaglio e cosa non va nel mio agire, magari ho veramente tanti sbagli del quale non sapevo o forse non capisco effettivamente le situazioni.

Questo sarà il mio solito ragionamento da egoista ma credo di non riuscire a capire dove sbaglio…ho preso gli appunti sbagliati per vivere e sono arrivato in ritardo alle lezioni per mandare avanti una relazione.

 

Vorrei che le persone che amo stiano bene con me, voglio vedere il sorriso sul viso di chiunque mi stia accanto, sentirli felici ed io con loro…voglio essere spensierato assieme alla mia metà.

 

Vorrei tenerti abbracciato e sentirti felice, vorrei lasciarti accanto al mio cuore mentre io giro intorno al mondo per trovare un luogo con il quale trascorrere del tempo assieme.

Vorrei riuscire a capire quale sia la chiave giusta per poter vederti felice, sentirmi sicuro che non stia crollando la casa che stiamo costruendo.

Vorrei poter dire, “ci sono riuscito” perché ho lavorato nella maniera giusta, ma mi trovo a sbagliare spesso, ultimamente.

Troppe persone mi dicono cosa dovrei fare, come dovrei comportarmi, non riesco a capire più cosa voglio, come sono, come vorrei diventare e soprattutto non capisco cosa dovrei abbandonare della mia personalità.

 

Chiedo un momento di pausa dalla vita, un momento nel quale non mi trovo a pensare ma nel quale esco di scena e rimango fermo immagine, mentre il mondo prosegue nel verso che più preferisce. Vorrei arrivare a giochi finiti per capire chi ha sbagliato e chi ha fatto giusto. vorrei poter camminare scalzo senza aver paura di calpestare sassi taglienti.

 

Piango senza sosta, la pancia si contrae e la mente impazza nel dedurre e supporre  ma finisce per fare un frullato di pensieri che non è buono da mangiare.

E mi ritrovo come un bambino solo ed un po’ sfigato con le cuffie e la musica alta a cantare per dimenticare ciò che penso riguardo a chi sono e cosa si sta distruggendo attorno a me.

Non voglio perdere ma mi ritrovo sempre in ultima fila ad arrivare all’arrivo quando la gente è già andata.

Mi sono arenato e non capisco come far andare avanti questa barca.  Quale ordine scegliere per far capire alla mia truppa che non sto sbagliando, che sto andando nella direzione giusta…e che questo  è solo un momentaccio. Le nubi nere passeranno e riuscirò a trarre in salvo tutti coloro al quale sto recando danno.

 

Non chiedo bacchette magiche, perché si spezzano .

non voglio copiare perché gli esercizi si complicheranno ancora di più, andando avanti.

Non voglio leggere il copione perché vorrei ancora un po’ improvvisare, prima che arrivino gli spettatori a vedermi recitare.

 

È strano come nell’esistenza di qualunque persona si possa arrivare ad un ponte per il quale bisogna avere “un qualcosa” in più per poterlo superare. Il ponte che collega il vecchio te dalla nuova persona. Ti senti tirare la pelle perché piano piano stanno uscendo le “ali” che faranno un male cane quando avranno fatto il suo corso, ma ti renderanno leggero quando avranno finito di crescere e sarai in grado di usarle al meglio.

I vestiti cambiano, i discorsi deviano, i pensieri galoppano e tu ti vedi cambiare e non capisci cosa tenere e cosa lasciare.

Le persone ti lasciano in vari modi, ma altre si avvicinano a te, in mille altri modi ancora.

Tutto corre e non ti aspetta, nessuno ti chiede il permesso ed entra nella tua vita, scombussola la tua vita, ti fa sbattere e battere il cuore…e tu non sai come tenere questi fenomeni speciali perché sono troppo fragili da gestire, ma li vuoi tenere accanto a te. E basta.

Ed allora parte la corsa e cerchi anche tu di correre come gli altri, ma questa volta sono inciampato e non capisco dove mi trovo che strada devo fare…non ci sono indicazioni e le poche che si leggono accanto al ciglio della strada sono troppo poco affidabili per seguirle.

 

Ti alzi da terra perché l’asfalto è freddo e sporco, ti sistemi un po’ e incominci a camminare cosi nel nulla, senza capire nulla di ciò che stai facendo…..

 

Hai paura di incontrare un auto che ti investa, un omone che ti picchi, una donna che ti giudichi freddamente. Hai paura di fare qualcosa che farà male a qualcuno ma renderà felice qualcun altro.

 

Ti senti solo in quel grande nulla, perché le persone hanno deciso prima di te, della strada da perseguire… e questo ti fa sentire ancora più solo, amareggiato, rattristato….un mix di sentimenti che non riesci a sfogare perché non trovi il modo adatto.

Ma dopo una tempesta c’è sempre un arcobaleno davanti ai tuoi occhi, e con ansia cerchi di raggiungerlo sperando che ti aspetti ma no e nessuno riesce ad arrivare all’arcobaleno perché ognuno ha il proprio. Ed ognuno non lo aspetta di vederlo nel cielo, se lo crea da sè il proprio arcobaleno, nelle persone che si trova accanto, nelle cose del quale sentirsi fieri.

 

millecinquecentosettanta mille….infinitità di infinite cose ballano nella testa ma sbagliano il tempo e per questo motivo, lo spettacolo non funziona bene.

La gente abbandona la sala per lo spettacolo della tua vita, perchè si accorgono che hai sbagliato a cantare, hai sbagliato il tempo…non sei a tempo con l’orologio e non sei come loro ti vogliono.così mentre vedi le spersone andare ti senti ammaccato, hai bisogno di nuove valvole per correggere ciò che sta perdendo nelle tue “tubatutre”… vorresti chiamare un idraulico ma sai già che non servirà in eterno il suo aiuto perchè dovrai essere tu ad aggustarti da solo.

Cerchi all’impazzata un rimedio guardando sui mille libri scritti qualche rimedio, inventi qualche maniera per correggere..a tal punto che ti trovi con una gomma in mano e cancelli via il tuo braccio…ma aimè  cartone non sei, bensì di carne e pure carne viva…così ti serve del tempo-fermo per capire cosa stai sbagliando e del perchè tutti stanno scappando.

cerchi ti fermarli ma come in un terremoto, ognuno trova la propria via di fuga dalla tua persona.

Chiedo scusa perché chiedo di andare in pausa pranzo dalla vita.

Le cose che ho imparato nella vita – Coelho ITA/ENG

“Le cose che ho imparato nella vita”

di Paulo Coelho

Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:

  • Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.
    E per questo, bisognerà che tu la perdoni. 
  • Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per
    distruggerla. 
  • Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano. 
  • Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo
    responsabili di noi stessi. 
  • Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te 
  • Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era
    necessario fare, affrontandone le conseguenze. 
  • Che la pazienza richiede molta pratica.
    Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come
    dimostrarlo. 
  • Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando
    cadrai,è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti. 
  • Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che
    non ti ami con tutto se stesso. 
  • Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono
    sciocchezze:sarebbe una tragedia se lo credesse. 
  • Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior
    parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso. 
  • Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non
    si ferma, aspettando che tu lo ripari. 
  • Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di
    incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo
    come essere riconoscenti per quel regalo. 
  • Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante
    volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è
    stata aperta per noi. 
  • La miglior specie d’amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un
    portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti
    che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta. 
  • È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche
    vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi. 
  • Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un
    giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo. 
  • Non cercare le apparenze, possono ingannare. 
  • Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi. 
  • Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso
    per far sembrare brillante una giornataccia. 
  • Trova quello che fa sorridere il tuo cuore. 
  • Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che
    vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero! 
  • Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai
    solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare. 
  • Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice. 
  • Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così. 
  • Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino. 
  • L’amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the. 
  • Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi dolori. 
  • Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. 
  • Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride e ognuno intorno a te piange.

  • I’ve learned that you cannot make someone love you. All you can do is be someone who can be loved. The rest is up to them;
  • I’ve learned that no matter how much I care, some people just don’t care back;
  • I’ve learned that it takes years to build up trust, and only seconds to destroy it.
  • I’ve learned that you can get by on charm, for about fifteen minutes. After that, you’d better know something;
    I’ve learned that either you control your attitude or it controls you.
  • I’ve learned that no matter how hot and steamy a relationship is at first, the passion fades and there had better be something else to take it’s place.
  • I’ve learned that sometimes the people you expect to kick you when you’re downhill are the ones to help you get back up.
    I’ve learned that sometimes when I’m angry I have the right to be angry.
  • I’ve learned that true friendship continues to grow, even over the longest distance. Same goes for true love.
  • I’ve learned that just because someone doesn’t love you the way you want them to doesn’t mean that they don’t love you with all they have.
  • I’ve learned that maturity had more to do with what types of experiences you’ve had and what you’ve learned from them and less to do with how many birthdays you’ve celebrated.
  • I’ve learned that your family won’t always be there for you.
  • I’ve learned that no matter how good a friend is, they’re going to hurt you every once in a while.
  • I’ve learned that it isn’t always enough to be forgiven by others. Sometimes you have to forgive yourself.
  • I’ve learned that no matter how bad your heart is broken, the world doesn’t stop for your grief.
  • I’ve learned that our background and circumstances may have influenced who we are, but we are responsible for who we become.
  • I’ve learned that just because two people argue, it doesn’t mean they don’t love each other. And just because they don’t argue, it doesn’t mean they do.
  • I’ve learned that we don’t have to change friends if we understand that friends change.
  • I’ve learned that two people can look at the exact same thing and see something totally different.
  • I’ve learned that no matter how you try to protect your children, they will eventually get hurt and you will get hurt in the process.
  • I’ve learned that your life can be changed in a matter of hours by people who don’t even know you.
  • I’ve learned that it’s hard to determine where to draw the line between being nice and not hurting people’s feelings and standing up for what you believe.

Manca l’aria

Ti trovi a respirare in maniera affannata, senza capire se sia meglio affondare con i colpi oppure fare piccoli soffi.

il cuore pompa sangue come locomotive inglesi ed alzando la tempratura del corpo ti accorgi che la pressione aumenta dentro fuori il tuo io.

Sai che stai per divenire una bomba che  implodera a breve.

Dalla fronte scendono piccole goccioline che partendo dall’attaccatura dei capelli arrivano fino alle tempie, lasciandoti quel piccolo fastidio.

E dalla tua pelle ti vorresti staccare, perché vorresti provare un altro tipo di epidermide, ma non quella di altri semplicemente una nuova corazza. Una nuova vita, uno nuovo io.

Il respiro cadenza i pensieri che nella mente girano e questi pesano come passi di giganti nella neve.

Gli stessi pensieri che da leggeri, diventano quasi matematicamente contorti, chiamando in campo non solo sottrazioni e adizioni bensì soggetti, persone, cose, ambienti e soprattutto situazioni passate ed immaginate.

Questi sono i flussi che trasformandosi in sudore dalla fronte, vogliono prendere forma nella tua vita. Non vogliono essere semplici momenti, loro si sentono frustrati a rimanere in una mente, scioperano in maniera palese il loro dissenso.

Un semplice mal di testa, oppure tensione alle spalle…sono i piccoli scioperi che la nostra mente attua per farti vedere che bisogna cambiare qualcosa, o forse bisogna cambiare pelle.

Ed allora il peso delle impronti nella neve si fanno sentire sempre più, cosicché tutto questo ti porta alla pazzia, ansia, agitazione, mancanza di controllo…

Il petto non riesce più a trattenere quell’energia smorzata è saturo di pensieri e respiri pesanti ma soprattutto non vuole più trattenerli…così ti senti stretto nei vestiti che hai sempre indossato, stai scomodo nei luoghi abituali ed infine comprendi sempre meno ciò che dicono le persone al tuo fianco.

Cosi vuoi un’altra pelle, la cerchi su ebay….ma le hanno vendute tutte e le migliori sono già divenute copie “made in china” a prezzi stracciati, solo in stock…per chi volesse una molteplice personalità.

Ma senza scherzare, la tua richiesta in qualche modo deve essere esaudita, cosi ti trovi nuovamente alla ricerca di un mezzo per andare verso una nuova vita, un nuovo tu…senza capire che lo sbaglio più grande è proprio il pensare, con la mente di oggi, ad un IO diverso nel domani.

La pelle diversa e nuova, non esiste…di pelle ne abbiamo una e come il DNA è unico, sta a noi plasmarla.

E l’alterazione che facciamo a noi stessi avviene con piccoli gesti, parole e quindi azioni più che pensieri.

La summa di tutto questo porta a nuove fasi della vita e come i serpenti, perdiamo il nostro scudo con il cambio di stagioni, cosicché ciò che lasciamo non è altro che qualcosa che acquisiamo per affrontare la nuova fase.